Vento

Soffia su colui che il gioco cela

solo, ma contento.

E congela

quel trepidante accento

d’attesa,

svela disattento

quel bizzarro destino

comunemente chiamato

Vita.

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Tempo

Insegnami le regole del  gioco balordo del Tempo

infame ladro di giorni e creatore malizioso di

cicli circadiani di anossia e afasia: qui risucchiata

mi faccio largo tra tentennamenti eimmobile

lascio marcire le mie membra su un tappeto polveroso.

 

Se solo potessi afferrare un tuo braccio, una ciocca di capelli distesi

su un campo di foglie verdi io ti perdonerei e in un respiro profondo

parlo e imparo e viaggio e sbaglio ancora per non finire mai.

Sei lontano, stai già fuggendo via…

Se solo potessi rubarti quel cuore generoso.   

 

Insegnami, o caro fanciullo dagli occhi sgranati e sguardo perso,

il modo per sbrogliare l’imbroglio bugiardo

nel quale corro, inciampo e inciampo ancora senza accorgermi

che forse, sei tu il primo a uscirne perdente.

Ti guardo: sono identica a te.

Malinconia autunnale

Gracchia una rana in lontananza: è autunno.

Scorrono sensazioni in un fogliame increspato

assomiglia alla mia malinconia

che siede a conversare

con le ultime forme verdeggianti

musiciste

d’ un canto vitale

 

speranza

 

con qualche foglia bionda

sfuocata

affannosa non sa esularsi dal copale

 

caos

 

con un bacio rosso

sbiadito

scivolato via in un rivo sensuale

 

passione.

 

 

Come sullo spoglio ramo

goccia sospesa

a rabbufar sogni di gialli crisantemi.

E raggira un’ambascia

l’ultima rondine illesa

nell’emaciata nebbia cittadina.

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Liberazione

Stuzzicata da un cardo

modellata come pietra carsica

abbracciata da un sommacco

sei come onda a mezzaluna,

semplice.

Spirale di brividi

fremito arrampicante

zibaldone sismico

nascosto

dalle bugie

che ti racconti.

È un battito d’ali:

sospirando gocciole di luce

si schiude

calda

sulla pelle

un’emozione.

Carso triestino (Santa Croce)

Immagini di vita

Bagnarsi di pioggia improvvisa

respirare il profumo di terra fresca e umida

colorare una tela bianca

fondersi con i brividi del corpo

eccitando i sensi in un intreccio di passioni

amare il dolore

fulcro di vita

annaffiare la speranza

assaporare la libertà

inzupparsi  di luce rischiarando pensieri remoti

legare il vento

fotografare la felicità

dimmi, ci riesci?

Occuparsi del proprio bene

cullarlo e accarezzarlo

abbracciare forte i ricordi

aggrapparsi all’amore

leggere sguardi

splendere di semplicità

la forma più difficile da indossare

in un mondo agghindato da falsità

aiutare gli altri

che altro non sono

che te stesso

in diversa forma

condividere felicità

quando l’abbondanza diventa mancanza

non è reato chiedere aiuto

proferir parole dolci

nel tempo

torneranno a sostenerci

quando l’amaro avrà avuto la meglio

rimpicciolirsi: dal piccolo cantuccio si osserva meglio

il mondo crudele

naufrago dalla barca di vita

nomade di casa

appiattito dalla guerra

affamato e scarnificato

distrutto dal male

dissolto tra le ceneri.

 

La vita in una mano e la morte nell’altra

ma

finchè è concesso

nutrirsi di vita

ossia

centrifuga di gioia e dolore.

Vivere è respirare

allenamento continuo

a impregnarsi le ossa d’aria vitale

che con un flusso uguale e contrario

trasmuta in piombo

valica i confini del corpo

perdendo di  vita

e di morte vincendo.

La salvezza dell’esistenza

è quel labile filo

inspiegabile

intangibile

legame

tra morte e vita.

Alba

Questa mattina parla la tristezza che penetra tra le ferite aperte del cuore.

Mi sono dovuta sporgere per vederti

incastrata tra i portici

sei sottile armonia

accompagni nuove speranze

fugaci e ingannevoli

come gli attimi di vita

spesi a cercar di intrappolare la felicità;

questo gioco di dadi truccati

è il nostro campo di vita

ma ci illudi ancora,

scatola di disinganni,

ammali lo sguardo

streghi la razionalità

racconti storie di girasoli che piangono

e di bambini che stridono

e di luce di lacrime.
E cosi c’eri tu, alba.

Flusso di pensieri

Il  flusso di pensieri

temuto come la notte

spaventoso come l’incertezza

lava che scorre

nel cielo del mondo

sopra e dentro noi

crea nastri di bellezza

come le prime pennellate di un pittore.

Il flusso di pensieri

incomunicabile

inestricabile

impalpabile

è pura poesia di parole.

Svegliarsi

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Curiosa tra i miei pensieri appannati

penetra nei mattoni della mente dimenticati,

o appena riemersi;

così anche tu, Sole, risorgi in me

riporta i miei tesori dispersi

non ch’io voglia brillare come un re.

Basterebbe talvolta il mormorio

di speranza

di felicità

che doni come lieve e dolce luccichio.

 

“Bussa alla mia porta appena ti svegli, non temere di far tardi, mi sono appena svegliata anche io.”

 

 

 

Ciao nonna

Ci salutiamo nel vento
che unendo ci separa.
Mi rende contento
perchè trattengo ciò che rischiara.
Mi hai donato aria e libertà.
Del caffè hai il sapore
misto a mare e amore e
azzurra bontà.
Del mare hai gli occhi
che creano accordi
di armonia con dolci rintocchi
nella mente dei miei ricordi.

“Tesinando…”


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Sto scrivendo la tesina. E’ sera, quasi notte, lascio a un lieve venticello di giugno curiosare in camera mia. Un attimo di pace tra tanti convulsi e pungenti pensieri degli ultimi giorni.

Lascio parlare solo Ungaretti, questa sera.

“Si fa poesia non pensandoci, perché occorre farla.
La poesia non è poesia, se non porta in sé un segreto.
La parola è impotente, la parola non riuscirà mai a dare il segreto che è in noi. Ma lo avvicina.”